IL COUNSELING INTEGRATO: UN APPROCCIO ALL'INTERITA' DELLA PERSONA

 

Ogni persona è portatrice della propria completezza, ed è compiuta anche nei suoi diversi aspetti quali quello emozionale e razionale, maschile e femminile. Credere il contrario porta a separare gli ambiti della vita impoverendoli.In maniera spesso automatica, siamo portati a comportarci come se fossimo solo una o l’altra parte della nostra vita interiore, come se fossimo identificati solo con l’uno o l’altro dei molteplici ruoli che giochiamo nell’esistenza.

Separare i nostri pensieri, le nostre capacità, ci impoverisce, ci allontana da noi stessi e non ci permette di vivere pienamente la nostra vita.La ricerca di integrare dentro di noi percezioni, pensieri, linguaggi, comportamenti si traduce in un lungo viaggi di memorie, di elaborazioni, di riflessioni che possono accadere solo in seguito a salti di consapevolezza. Non conosco altro mezzo, se non appunto l’osservarsi, l’interrogarsi, il guarire lentamente le proprie ferite interiori per stare meglio, per crescere dentro ad un senso unico della proprie vita .

Come si possono apprendere queste modalità di integrazione ? In cosa consistono?

Nel corso della vita siamo costantemente impegnati in un processo di nuovi apprendimenti che ci coinvolgono nella sfera privata e in quella sociale.

Ogni nuova conoscenza acquisita è quindi un salto di qualità per noi stessi ma anche per il nostro sistema, familiare, professionale, sociale, che aumenta la consapevolezza di sé innalzandola ad un gradino più alto nella scala della autorealizzazione e dello sviluppo della coscienza.

Per evolvere è necessario imparare a riconoscere ciò che ci limita, osservarlo, lasciarlo essere e, da uno spazio di coscienza più ampio, trasformarlo.

Le capacità di cambiare sono apprendibili, insegnabili e trasferibili; si acquisiscono attraverso un processo di auto-esplorazione. Si tratta di una svolta che avviene attraverso l'acquisizione di informazioni interne che fanno si che il sistema raggiunga una nuova frontiera, una massa critica, una modifica ed un momento di illuminazione interiore.

Quando facciamo riferimento ad una qualunque delle tante esperienze della nostra vita, dall’esperienza di bere il caffè la mattina al vissuto di una relazione difficile, di una malattia, di una passeggiata al sole o di una lite con il capoufficio, sappiamo ora, - ormai con certezza - che ci stiamo riferendo ad una qualità percettiva dell’esperienza che è assolutamente soggettiva. Possiamo intenderci genericamente sul sapore del caffè e sulla colazione al bar, ma l’esperienza vissuta è unica e diversa per ciascuno di noi. Così abbiamo ormai assunto – con conferme e validazioni del mondo della scienza - che l’esperienza di quella che chiamiamo realtà è un’esperienza soggettiva e unica.

Possiamo riassumere nei punti seguenti, cosa ci aiuta ad integrare le informazioni del nostro mondo interiore ed esprimerle al meglio:

PERCEZIONE

L’esperienza del momento è percettiva e soggettiva, sia a livello spaziale che emotivo, evocativo o sensoriale. La percezione è un’attività complessa che integra i processi provocati dai fenomeni del mondo esterno (che stimolano i nostri organi di senso) con altri elementi che derivano dalla nostra esperienza passata.

PENSIERO

La percezione del momento genera un pensiero, che può essere lineare o non lineare e può emergere in forma di immagine o voce interiore, può essere conscia od inconscia, razionale od emozionale.

LINGUAGGIO

Il moto successivo è l’espressione sia verbale che non verbale (ricordiamo che il 93% della comunicazione avviene attraverso il linguaggio corporeo e solo il 7% si riferisce alle parole) scaturita dai passaggi precedenti.

COMPORTAMENTO

Ciò che abbiamo verbalizzato diviene poi un comportamento agito.

ABITUDINI

Comportamenti ripetuti diventano abitudini.

CARATTERE

Le abitudini determinano il nostro carattere, il modo in cui gli altri ci vedono.

DESTINO

Il carattere determinerà le nostre scelte fino, in estrema sintesi, a determinare in qualche modo il nostro Destino, cioè ciò che esprimiamo nel contesto in cui viviamo.

Quindi se interpreto il mondo attraverso il non sentirmi all’altezza, o il non sentirmi abbastanza bravo o brava, interagirò con l’ambiente in risposta a questa percezione interiore; attuando scelte di livello “non abbastanza …” confermando quella mia percezione di partenza e confermando proprio quel particolare Destino che appartiene a chi “non si sente all’altezza”.

Per uscire da questo circolo vizioso, che abbassa la nostra qualità di vita, il primo strumento da acquisire è lo stato di Consapevolezza o Presenza.

Da uno spazio di presenza, impari a cogliere le percezioni che hai di te, dei tuoi vissuti, del mondo che ti circonda e soprattutto del mondo che tu stesso/a attraverso queste percezioni crei. E puoi comprenderne i passaggi e le implicazioni acquisendo così la libertà di ridefinire sensi, significati e interpretazioni a partire dal tuo mondo interiore, dal tuo modo di percepire la vita nell’adesso, preferendo così per te stesso/a nuove possibilità e un nuovo mondo.

Un primo passo verso una benevola integrazione di sé.