LA RICERCA

 

...da piccola quando la sera andavo a letto a dormire, ero contenta di chiudere la porta, rimanere sola,spegnere la luce ed attendere la visita di un amico personale con cui iniziavo un silenzioso colloquio.

Si sedeva tranquillo sulla poltrona di fronte al mio letto : mi dava fiducia, sentivo che il mio essere era sostenuto, amato.
Allora chiudevo gli occhi e mi lasciavo sprofondare in uno spazio espanso dove i confini del mio corpo fisico si rarefacevano, mi dissolvevo e nello stesso tempo una gioia profonda mi pervadeva, qualcosa si sentiva fuso con tutto cio che mi stava intorno ed oltre.

Ad un certo punto tutto questo fini:inziò l’adolescenza: periodo non facile in cui cercavo faticosamente risposte ad un malessere interiore: la famiglia da cui provengo è benestante, mi avrebbe voluto laureata e “ben sposata”, ho interrotto l’università e non mi sono sposata….ho provato a trovare risposta nella politica, a quei tempi il movimento di sinistra era molto diffuso tra i giovani , mi entusiasmava l’idea di portare uguaglianza nel mondo ma presto mi accorsi che erano vane parole.

A 22 anni partii per l’India da sola,con uno zaino in spalle e tante domande irrisolte.
Arrivai da Osho.
La prima volta che mi sedetti in Buddha Hall a Poona in sua presenza mi sentii a casa, in una profonda gioia e gratitudine:per la prima volta nella mia vita non avevo dubbi su dove volevo stare, su cosa volevo fare della mia vita: la ricerca spirituale era la risposta ai miei quesiti,la sete che avevo era la sete del divino, il Maestro la fonte da cui bere.
Ho chiesto il Sannyasin e durante l’iniziazione mentre mi guardava dritto negli occhi mi disse: non sappiamo quanto preziosi siamo,non sappiamo di essere uno con il cielo, con le stelle, di come la vita sia calma e fresca.
Ero entusiasta, mi era chiaro che quella era la mia ricerca: ritornare all’uno da dove arrivavo, rilassarmi nella saggezza dell’universo, microcosmo di un macrocosmo.
In quel periodo Osho soleva fare delle trasmissioni d’energia toccando direttamente il corpo fisico dei discepoli in alcuni punti che corrispondono alla mappa dei chakras.
Anch’io ebbi quei darshan…una corrente mi percorreva all’interno del corpo, un’esplosione di luce e simultaneamente una percezione di amore e di comunione col tutto che mi faceva sentire allargata, espansa…..mi ritrovavo a terra, senza piu la normale percezione dello spazio tempo.
A volte lui era già uscito dalla stanza e mi ritrovavo a ridere, pervasa di un’ubriacatura di divino che continua ad essermi familiare.
Percepivo come la mente può fermare il suo bla bla e come in quel momento l’unione con il tutto succede.
La mia vita è dedicata a questa ricerca: fare ogni sforzo x sperimentare la verità, x permettere al seme del divino che risiede dentro di me come dentro ognuno di noi di poter fiorire, pormi nei confronti della vita e di ciò che accade con gratitudine.
L’interesse per il mondo delle energie sottili mi ha portato a scoprire come il mettermi a disposizione delle energie universali mi fa contattare quello spazio di vuoto dove la personalità rallenta la sua predominanza, dove l’osservazione dei meccanismi mentali è + facilitata, dove il cuore può rilassarsi e battere allo stesso ritmo del cuore dell’esistenza, dove la sincronicità con l’altro è facilitata….
Negli anni di ricerca lo spazio di meditazione, la presenza si è espanso sempre di più e ne vedo i frutti: nelle relazioni, in famiglia, nel lavoro e quando qualcosa che il mio ego considera spiacevole accade mi ritrovo ad avere sempre meno reazione e sempre più accettazione: rispondo con intelligenza e qualcosa di indefinito e indefinibile è intoccabile, semplicemente presente e silente.
E quello che da piccola mi accadeva continua a ritornare in una meravigliosa danza di unione con la vita e l’universo.

Il grazie infinito e continuo è rivolto al Maestro ispiratore e guida di questa meravigliosa esperienza.