UNA RICERCATRICE SOLITARIA IN COMPAGNIA DI TANTI

 
SINCERITÀ, ARMONIA, GRATITUDINE : TALASI CI RACCONTA UN PO’ DELLA SUA STORIA
 
INTERVISTA DI MARGA: pubblicata su Osho Times, Novembre 2012
 
UN SENSO PIÙ PROFONDO
 
La mia storia di ricercatrice comincia intorno ai venti anni di età. Era un momento della mia vita in cui non avevo alcuna certezza; quando incontravo le persone ascoltavo le loro idee, mi piaceva stare a sentire e notare quante sicurezze possedessero. Mi rendeva felice che qualcuno fosse così certo, ma per me non era la stessa cosa: certezze non ne avevo, tutte quelle sicurezze, per quanto dessero un senso di stabilità, non erano le mie, quelle idee non mi appartenevano. Fondamentalmente, stavo cercando qualcosa che mi risuonasse dentro, che desse un senso più profondo alla mia vita. Ho sempre amato ricevere massaggi.
Un giorno, nel luogo in cui andavo a farmeli fare, ebbi un incontro empatico con una persona che si trovava lì. Lei aveva già iniziato la sua ricerca attraverso la Gestalt, i tarocchi, la meditazione; le chiesi subito se poteva darmi delle indicazioni.
Mi portò in libreria, dove mi mostrò dei libri, ma non quelli di Osho. Parlammo di cos’è la meditazione, dei chakra e tanto altro. Fu come aprire nuove porte a un mondo fino allora celato. Qualche giorno dopo mi invitò a una serata da una sua amica sannyasin. Osho aveva appena lasciato il corpo e fu proiettato il video di quel momento. La prima immagine che vidi fu il corpo di Osho disteso in Buddha Hall. Immediatamente riconobbi il divino, la bellezza e la grazia di fronte a me e il mio “Sì” sorse dal cuore. Al tempo vivevo a Pesaro. Cercai subito luoghi e persone che meditassero, volevo saperne di più.
Iniziai a leggere i libri di Osho. Sembravano chirurgie interiori, le sue parole erano così contraddittorie che mettevano in discussione tutto quanto all’interno del mio sistema. Sentivo che parlava una lingua diretta a me: era la mia lingua interiore, nessuno l’aveva mai parlata prima. Trovavo un riconoscimento continuo, anche se quelle letture provocavano strane reazioni: le idee e convinzioni cominciavano a entrare in conflitto tra loro; erano momenti di vero e proprio stretching interno e allo stesso tempo, sentivo anche che tutto questo mi liberava.
 
UNA PRESENZA COSÌ FORTE
 
Il mio amore per la meditazione mi ha portato poi a Osho Miasto. Qui, durante un gruppo, un campo di meditazione, il desiderio di diventare sannyasin è stato chiaro.
Il passo successivo è stato partire per Pune, volevo andare a casa del maestro anche se lui non era più nel corpo... ma era dentro di me. Sedevo in Buddha Hall durante l’Evening Meeting (White Robe si chiamava allora), aspettando di vederlo, aspettando che “uscisse”...
La sua presenza era così forte che, anche sapendo che fisicamente non c’era più, era difficile realizzarlo. La sua presenza era totalmente lì. Non posso sapere come è per gli altri, ma per me è chiaro: non c’è separazione, siamo uno con il maestro. Da quel momento in poi, per me essere sannyasin ha significato proprio vivere totalmente questo mondo di ricerca. Il che, poi, è anche il significato del mio nome: Deva Talasi vuol dire “ricerca divina”. Tutto ciò mi ha portato a frequentare con enorme passione una moltitudine di corsi e training, ad aprire un centro di meditazione all’età di ventiquattro anni e più tardi, a trenta, a fondare una Comune insieme ad altri amici.
 
INSEGNARE... MEDITARE
 
Per me ricerca ha significato anche entrare nella scoperta dei molti mezzi e delle molte tecniche che si trovano nel mondo di Osho. Ne ho praticate tantissime, per anni; mi piace essere una studente e continuare, attraverso diversi strumenti, ad espandere la mia consapevolezza. Questo è diventato parte del mio lavoro: insegnare, tenere dei gruppi, dei corsi, delle sessioni individuali. È un mezzo incredibile per continuare a meditare anche insieme all’altro ed essere in questa dimensione 24 ore su 24. Anche questo è stato un dono, poiché non ho mai veramente scelto: piuttosto ho seguito la mia passione e il mio entusiasmo che vanno proprio in quella direzione. Mi trovo così a insegnare Costellazioni, Aura-Soma, PNL, Counseling, lavoro metafisico...
 
VIVERE IN SINCERITÀ
 
Nella mia vita ci sono state delle vere e proprie chiamate, delle intuizioni istintuali alle quali non si può resistere; il sannyas è stata una di queste e un’altra è arrivata nel 2000. Quell’anno, con Arshad e altri amici, abbiamo creato la Osho Circle School. Una spinta molto, molto forte. Tant’è che mi sono trovata a creare la Comune con persone che non erano neanche amici già conosciuti in precedenza. Erano amici tra loro, un gruppo; ma io no, ero una ricercatrice solitaria in compagnia di tanti. Quello che ho apprezzato quando li ho incontrati era il loro modo di stare insieme, il loro modo di condividere: era come un cuore unico che batteva, entusiasta, caldo, del tutto nuovo per me. Mi pia- cevano molto la loro vitalità e il desiderio di espandersi portando Osho nella vita. Arshad aveva questa qualità, la capacità di riunire intorno a sé un tale gruppo di persone, e io avevo questa passione per creare un luogo di consapevolezza. Insieme, abbiamo generato un’alchimia e il nome viene proprio da queste qualità: il cerchio, la condivisione, l’amicizia, la connessione dei cuori... proprio la solidarietà dell’amicizia. Cioè il vivere il più possibile in sincerità, il potersi dire le cose apertamente e cercare comunque di andare verso l’unione piuttosto che verso la separazione, come spesso accade invece nel gioco della vita, nel gioco del lavoro. Per me è stato proprio guarire le mie separazioni: con me stessa, con gli altri e con la natura. Avere cioè più contatto con la vita della Terra e più rispetto per essa. Queste stesse cose le ho poi viste anche in tutti quelli che fanno parte della Comune e nella crescita che c’è stata in ognuno di noi. Quando abbiamo iniziato la Osho Circle School eravamo tutti giovani. Io avevo trent’anni, ma c’era gente che ne aveva venti, diciotto o diciassette: pazzi scatenati! Sembravamo davvero i folli di dio, in due mesi siamo riusciti a ricreare questa enorme struttura e far partire il primo corso. È stata proprio una ristrutturazione, anche fisica. Dentro e fuori, tutto molto veloce e totale, un fuoco che bruciava ogni cosa. Abbiamo passato tante fasi e ora, dopo undici anni, siamo più maturi. C’è rilassamento, una qualità armonica più gentile e l’energia e l’amicizia sono sempre vive e pulsanti. Credo infatti che il valore più alto della School sia l’amichevolezza; qualcosa che chiunque venga può percepire. Noi fondatori, sin dall’inizio, ci siamo riservati degli spazi in cui crescere e lavorare insieme, al di là dei meeting operativi. Essere cioè insieme in sala di meditazione, in gruppi, in rituali. Questo ci fortifica molto e condividiamo meditazione, gioco e mistero. Anche quelli che non sono più parte della School vivono perlopiù qui attorno, in piena amicizia e collaborazione.
 
UN PROGETTO IN ESPANSIONE
 
Nella Comune siamo mediamente dalle quindici alle quaranta persone, oltre a coloro che vengono per gruppi, meditazioni o vacanze. Abbiamo un programma annuale molto intenso, dal quale prendiamo una pausa di un mese e mezzo, chiudendo dai primi di gennaio fino a metà febbraio.
Due anni fa è nato il desiderio di creare una scuola che partisse dai contenuti già presenti nella School, per proporre dei percorsi di formazione professionale. Le basi della Comune erano ormai stabilizzate, avevo più tempo per me stessa. Da quel “vuoto” è nata l’Academy of Light Awareness & Arts, una scuola per operatori olistici e counselor. Questa accademia ha molte specializzazioni, tra cui quella sulla trasformazione delle separazioni fondamentali, centrata proprio su quelli che sono i principi della Comune. Sin dalla nascita dell’Academy ho avuto il desiderio di proporre i corsi e le specializzazioni anche a Milano e questo ha dato immediatamente spunto a Babula, con la quale siamo amiche e cooperiamo da lungo tempo, di creare una nuova sede e così è nato il Centro di Osho Shunyata, nel quale svolgiamo anche parte della formazione. Dal 2012, i programmi formativi prevederanno dieci tipi di specializzazioni differenti: Aura-Soma, Metafisica, OPH Armonizzazione Energetica, Sciamanesimo, Breathwork, Watsu, Coaching Olistico, Counseling, Costellazioni Familiari, oltre alla Osho Inipi Circle – Trasformazione delle Separazioni Fondamentali. Un progetto in continua espansione che, in solo un anno e mezzo di vita, ha già realizzato ottimi risultati.
Si realizza così un percorso che da una parte garantisce una valida preparazione professionale e che dall’altra
crea un ponte tra la Comune e l’esterno. Infatti arriva a toccare e coinvolgere persone che, altrimenti, non si avvicinerebbero mai a una Comune di Osho e che non scoprirebbero la preziosità del contenuto che c’è nei corsi come nella vita del Buddhafield.
 
ARMONIA E GRATITUDINE
 
Quello che mi ha sempre affascinato è trovare un’armonia che risuoni con il tutto e questo cammino prosegue ancora; ogni volta è più vasto, più bello... è la meraviglia di scoprire ogni giorno chi sono dentro, chi siamo in quanto esseri umani, quali meandri nascondiamo e come invece semplicemente “siamo”; quale presenza cammina sulla Terra, in che modo siamo in contatto con la natura, con gli altri e con qualcosa di più grande. Il sannyas è un bellissimo regalo nella mia vita. Non so come sia arrivato perché ero troppo lontana da questa dimensione, da questo mondo, e non avevo nemmeno persone conosciute che potessero istillarmi qualcosa. È un regalo: è arrivato. Ora mi ritrovo più in pace con me stessa. Ringrazio Osho per tutto questo.
 
Sono grata a questa vita, di essere qui con te...
Osho ci ha messo insieme in questo momento, un incontro di due anime... bello.
 
Non cambierei niente della mia vita. Che il sogno continui...
 
Talasi