OLISMO 2.0 - TRASFORMAZIONE DELLE SEPARAZIONI FONDAMENTALI

 
Che significato ha compiere un percorso di ricerca e formazione olistica?
Per qualcuno corrisponde alla conquista di un posto migliore in società.
Per altri al successo, alla ricchezza economica, al potere o al prestigio.
Per altri ancora, a gestire le proprie contraddizioni con dei compromessi.
Per percorrere queste strade basta farsi poche domande, rinunciando a buona parte della propria intelligenza e capacità critica. Si sostituiscono dei sistemi di credenze con altri e si rimane nella stessa inconsapevolezza di prima, solo vestita a festa.
Altre persone, invece, sentono chiaramente che il solo adattarsi alla società non basta, non soddisfa la propria vita. Vedono che la società è essenzialmente malata, e comprendono che anche chi è adatto alla società è malato a sua volta. Vogliono crescere al di là della massa e del collettivo. Molto spesso, il non riuscire a conformarsi alla società non è sintomo di carenze interiori, ma di vera e propria intelligenza. Non è l'individuo che non va bene per la società: è la società che non va bene per l'individuo.
In realtà, lasciar andare illusioni, convincimenti e condizionamenti non è un'opera di costruzione, bensì di suprema distruzione. Non si tratta di cambiare un vecchio vestito con uno nuovo e diverso. Questo è un processo indolore e addirittura gratificante per l'ego. Si tratta di avere il coraggio di spogliarsi del tutto, e lasciar cadere pezzi e pezzi del nostro stesso ego. Il che è una cosa a volte dolorosa, totalmente destrutturante.
Non è una conquista per un posto migliore: è una vera e propria rivoluzione.
Vuol dire riconoscere che abbiamo potenzialità sopite e innate, e trasformare se stessi per lasciarle fiorire. Avere il coraggio di operare dei cambiamenti, anche radicali, che supportino la nostra visione, i nostri intenti, il nostro sentire più profondo. E' solo lasciando andare false sicurezze che si può correre il rischio di aprirsi al nuovo, contattando la propria forza creativa.
Terapia umanistica, gruppi esperienziali, workshop, training, corsi, coaching, etc... rispondono sempre più alla crescente domanda di persone "sane", cioè non affette da patologie specifiche, che vogliono semplicemente migliorarsi. Le opportunità si moltiplicano, il mercato ha molte offerte, all'individuo contemporaneo sono disponibili tante opzioni, tante quante non se ne sono mai viste.
Per chi vuole davvero lavorare su di sé, nel senso pieno del termine, non c'è che da scegliere. Per guardare dentro il proprio essere, per rilasciare repressioni e tensioni, per avere visioni diverse, lasciar accadere altre combinazioni e camminare nuove strade. Quando queste non includono la meditazione, però, potranno portare a miglioramenti, ma non a rivoluzioni.
E se, oltre alla meditazione, comprendono il rapporto con gli altri e quello con il pianeta, allora le nuove strade includono tutta la realtà: noi stessi, gli altri e la natura che ci circonda. L’attitudine diventa finalmente olistica, nel senso più completo del termine: non solo il nostro mondo interiore, indiviso tra corpo, mente ed emozioni. Ma anche il nostro mondo esteriore, fatto dagli altri e da tutto quanto ci sta attorno, e non separato da noi stessi. Un’empatia globale, scientifica e spirituale, che trasformi le separazioni apparenti: un olismo 2.0.
Questo pianeta è pieno di persone che provano un impulso più o meno consapevole a sbocciare nella loro totalità. E' colmo di individui che cercano qualcosa di realmente diverso e significante per la propria vita, che hanno smesso di credere alle favole, che percepiscono il profumo di nuove opportunità nell'aria e che ne inseguono tenacemente la traccia. Di ribelli che non sanno come vivere la loro rivoluzione. Di meditatori che hanno perso il contatto con la natura e con l'altro. Di esseri umani che realmente desiderano vivere in amore, verità e amicizia. Di persone intelligenti che non riescono a trovare uno sbocco alla loro genialità. Di idealisti che sono rimasti vuoti dalla delusione della propria illusione. Di uomini e donne meravigliosi che non hanno ancora conosciuto un attimo di silenzio cosciente della mente.
A tutti costoro è rivolto il lavoro di Trasformazione delle Separazioni Fondamentali.
Non perché imparino a sopravvivere meglio, a gestire i compromessi, ad avere successo.

Perché contribuiscano, ognuno con le proprie insostituibili qualità di individuo, a una guarigione comune: personale, collettiva e del pianeta.