SCOPRI LA TUA VOCE INTERIORE: POTENZIARE ISTINTO E INTUITO ATTRAVERSO IL RESPIRO

 
Sono di uso comune frasi tipo: “mi sono fidata del mio istinto” , “istintivamente sentivo che ..” e indicano un sentire che parte dal profondo, dalla parte di noi più antica e nascosta, la nostra parte più inconscia. L’istinto appartiene al corpo, è una tendenza innata alla quale sono legati tutti quei comportamenti che mirano alla conservazione dell’individuo e della specie.
 
L’istinto è parte dell’esuberante vitalità della natura ma anche ne rappresenta la parte più selvaggia e brutale.
Questa duplice valenza ha portato a considerare l’istinto come un qualcosa a volte da rifuggire, da giudicare, da nascondere o tenere sotto controllo, a discapito di tutto ciò che appartiene in modo semplice al mondo della natura, del corpo e dell’universo in tutta la sua bellezza e armonia. L’istinto risponde alle leggi della natura e, come parte di essa, del corpo.
 
Le funzioni essenziali del corpo, tra cui il respiro, sono governate dall’istinto, sono guidate da una voce che il nostro intelletto non può comprendere, che a volte cerca di governare, ma il cui linguaggio passa attraverso dei codici così arcaici che la mente non è in grado di decifrare. La lotta tra istinto e intelletto è antica quanto il mondo, rappresenta la lotta tra l’inconscio e il conscio, tra la parte animale e la parte umana, tra il corpo e la mente. E come sempre accade il conflitto evidenzia la dualità, la separazione, l’incomunicabilità delle parti. Quante volte abbiamo dei segnali istintivi su di una certa persona, su una situazione o sull’operare una scelta, razionalmente non riusciamo a spiegarlo, ma una voce interiore, direi quasi viscerale, sa qual è la giusta cosa da fare. Allora nasce il conflitto: seguo quella vocina, o uso la ragione??? Mi affido al mio istinto, o non ci faccio caso e valuto la scelta più razionale????
 
Filosofi di ogni epoca hanno dedicato opere intere a questo argomento, Bergson contrappone istinto e intelligenza pensando all'intuizione come la forma più pura dell'istinto. Solo con l'intuizione, secondo Bergson, può essere compreso l'Assoluto. E se l’istinto appartiene al corpo l’intuizione appartiene a quella parte intima e interiore che possiamo definire Sé più alto, o Cuore.
 
Nella filosofia di Spinoza, l'intuizione è la forma di conoscenza più alta, superiore alla conoscenza sensibile e a quella "scientifica" derivata dalla riflessione sull'esperienza. La conoscenza intuitiva consente all'individuo la comprensione di un universo unitario e permette all'intelletto di essere parte dell'Essere Infinito. E per dirla con le parole di Osho, grande Maestro di tutti i tempi: “L’intelletto è il modo in cui opera la testa, l’istinto è il modo in cui opera il corpo, l’intuizione è il modo in cui opera il cuore. E dietro a questi tre elementi si trova il tuo essere, la cui unica qualità è essere un testimone.” Ecco perché le funzioni essenziali del corpo sono in mano all’istinto – per esempio respirare, il battito cardiaco, la digestione, la circolazione del sangue – nel tuo corpo avvengono mille e un processo nei quali tu non partecipi minimamente. La natura ha lasciato all’istinto tutte le funzioni essenziali del tuo organismo; ma poiché il mero sopravvivere non ha significato alcuno, per dare significato alla tua vita l’esistenza ha fornito l’intuizione al tuo cuore.
 
Dall’intuizione nasce la possibilità dell’arte, dell’estetica, dell’amore, dell’amicizia – ogni forma di creatività è intuitiva. ll cuore non conosce logica alcuna. Il cuore ha un centro operativo del tutto diverso, cioè l’intuizione” .
 
A questo punto vi chiederete: e il respiro in tutto questo cosa centra, perché parlarne? Sia l’istinto che l’intuito sono disponibili per noi quotidianamente, ma di fatto abbiamo perso l’abilità di contattare e dare fiducia a queste guide innate; il ruolo del respiro in questo caso, è quello di creare una via di accesso preferenziale grazie alla quale potersi riappropriare di queste capacità interiori. Portare consapevolezza al respiro è un po’ come prendere un ascensore che dalla testa porta direttamente alle sensazioni del Corpo e al Cuore, sedi come abbiamo visto di istinto e intuito. Vuol dire passare da un’intelligenza razionale e cognitiva ad un’intelligenza emotiva e corporea trascendendo il processo di categorizzazione della mente e attingendo così ad una fonte di sapere più inconscia. In una fase iniziale l’azione di una respirazione consapevole la si può avvertire a livello corporeo: maggiore rilassamento, maggiore presenza al mondo delle sensazioni, in poche parole sentire il proprio corpo, riconoscerne i segnali.
 
E se come abbiamo visto il corpo è la casa degli istinti, a questo punto è facile dedurre come portando attenzione e armonizzando il flusso del respiro, anche il linguaggio istintuale avrà uno spazio sano entro il quale esprimersi. Ma l’azione del respiro non si ferma alla forma grossolana, ma va ben oltre, raggiunge i livelli più sottili della nostra coscienza, esso crea un vero ponte tra ciò che è materiale e ciò che è spirituale, tra ciò che è istintivo e ciò che è intuitivo. Ed è proprio nell’utilizzare questa chiave di riunificazione che è possibile accedere a quelle qualità più profonde appartenenti al nostro intuito. Respiro dopo respiro lasciando che il corpo si rilassi e la mente si quieti, emerge quella voce di saggezza profonda che ci indica la giusta direzione.